Harlock: Nuovo pargolo peloso in casa da Melk (6)


Harlock (o “arlocco” o “gatto nocciolino” viste le sue sfumature nocciola / coppa del nonno) mi sta oramai diventando un signorino, tanto che (purtroppo, a me dispiace un casino) sabato mattina (domani) verrà privato di “ciò che rende un uomo un uomo”.

È una scelta sofferta ma dovuta, primo perché oramai mi esce quando siamo nella nostra “casa di Varese” e potrebbe prendermi brutte malattie (ho scoperto con orrore che esiste pure “l’aids felina” ma ancora niente dal punto di vista della precettazione, niente catcondoms insomma… strano neh ?), secondo perché da gatto Maschio (con la m maiuscola proprio a dire MASCHIO) tenta già da tempo di infiocinarsi la sua “sorellonaRipley e, non riuscendoci, latra per tutta la notte, con somma gioia del suo papà e della sua mamma.

Sabato sera lo andremo a riprendere e sarà un gatto mollaccioso e pigro, e spero non perda tutte le sue incredibili capacità, dalla indiscutibile simpatia alla sua loquacità.

Sì, ho detto “loquacità”.
Nonostante abbia una certa esperienza di gatti (mia madre è praticamente una gattara e io e mio fratello siamo venuti su in campagna circondati da tons of gatti) è il primo micio che mi capita che non dico sia in grado di articolare, ma quantomeno di modulare il miagolio che par che voglia comunicare.

Delle cose tipo “mmreoow-miaoo-mieoo-maiù!-miaù!”, diversi tipi di miagolate tutte in un’unica sessione. E lo fa guardandoti, delle volte con fare interrogativo e delle volte con cipiglio severo.

Sì sì.. lo so cosa si potrebbe pensare “ecco il solito padrone di un animale domestico con le solite storielle su quanto è intelligente il suo cucciolo, quanto è intuitivo, quanto è sveglio e perspicace, fino al fatidico “guarda, praticamente gli manca la parola”.

Sì sì… ok.. Ma lui modula.. ecco.. sono io che non lo capisco al limite.

E l’altra sera, tornando a casa abbiamo trovato un bigliettino sul comodino, appena entrati.

Mamma, Papà

Vi Voglio Bene.

Harlock

Fate Vobis…

Quelli che non si ammalano mai !

Ci sono quelli lì che non si ammalano mai.

Delle rocce, che non sanno cos’è un raffreddore o un potentissimo mal di gola, e che , anche se gli capita, basta un teuccio caldo o una mezza aspirina per far passare tutto.

Ricordano vagamente il periodo delle malattie infantili come ultimo momento dove stavano a letto per giorni.

Anzi di più, sono talmente inossidabili che “se la febbre non è almeno a 39° manco me ne accorgo”

Questi signori qui mi stanno sonoramente sul bassissimo ventre.

Ma non per invidia eh, ma per scarse capacità empatiche.

Non riescono ad immedesimarsi con te che pur non avendo fatto manco una malattia infantile da piccolo, con tua madre che ti obbligava a dare degli inefficaci bacetti a tuo fratello per prendere la varicella o con la maestra che ti rimandava a casa durante l’epidemia di morbillo che aveva colpito tutta la classe (essendo l’ unico alunno sano e presente), ti fai stendere da una febbriciattole e da due tonsille che parono due manubri di un ape piaggio, di quelli degli anni ’60… in ghisa vera.

Son tutti un sorrisi e battutine del tipo “davvero con 38.1 di febbre non riesci a cogitare compiutamente ? pensa che io ho discusso tre tesi di laurea con 42° e alla fine sono andato a lavare i panni nudo in Arno che era ghiacciato, e alla sera non ne avevo più.. manco una lineetta

Ecco.. che due balle.

Il mio pensiero, la mia considerazione ultima, il cogitamento effettuato dopo anni di riflessioni e sfottò, l’ ultima cogitata scintilla neuronale, l’ ultima corrente encefalica scintilla di Sommi Pensieri è “Ba va a fare in Gulo bruDDo sDronzo“.

Pronto?

Ciao, senti, hai 5 minuti?
Perche’ volevo chiederti due cose…
Senti, guarda, sinceramente vado al dunque subito,
ci sono rimasto molto male perche’ ho saputo che
sei uscita con Tafano ieri sera, e… perche’?
Scusa, ti ho telefonato a cena, ti ho detto: ci vediamo?,
tu hai detto: no, devo studiare. E va beh , se poi esci con lui…
cioe’ , perche’ non me lo devi dire?
Pensi che sia un problema per me accettare che tu hai una storia?
Un uomo? Vedi qualcuno? No, non e’ un problema per me
perche’ io ti voglio bene veramente e non ti chiedo nulla, anzi,
magari sono qui a dirti: se hai bisogno di qualcuno io ci sono.
E allora? Che cosa devo fare?
Mi vuoi mettere una scopa in culo cosi’ ti ramazzo la stanza?