24 Set

Anacronistico

Per il Garzanti un anacronismo è “persona, fatto, situazione in contrasto col proprio tempo”.

Ed è la prima cosa che ti viene in mente quando, parlando con un tizio (per tutta una serie di motivi di cui non vi frega una cippazza del camerun) e proponendo uno scambio di numeri cellulari, ti senti rispondere:

“No guarda, io non ho un telefono cellulare”

Tu lo guardi un po’ sorpreso, con quello sguardo non so.. come se Berlusconi parlando in televisione tirasse fuori con un gesto furtivo il proprio pisello e dicesse a Bossi “mo’ vediamo chi ce l’ha più duro”.. ecco con quello sguardo lì. E dici:

“Ma sei senza in questo periodo, l’hai perduto, o..”
“No, no. Io proprio non ho il cellulare. Non l’ho mai avuto. Non ne ho bisogno”

E lo dice con uno sguardo… come dire.. Maschio, carico di virilità, fin quasi di sfida.
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A questo punto non sai come guardarlo. Da un lato c’è una sorta di profondo rispetto. Finalmente un non-schiavo della tecnologia, uno che sa gestire la sua vita senza orpelli ai quali sembra non si possa più rinunciare.
E lo dice uno che se esce di casa al mattino senza cellulare rischia di girare la macchina, anche se giunto a metà strada, per tornare a casa a prenderlo; o che se lo mette nella tasca della tuta quando c’è da uscire e fare cento metri per andare a buttare l’umido.. che “non si sa mai”.

Da un altro lato verrebbe da toccargli una spalla e dirgli “mavaacaghervalà! Non fare il figo anti tecnologia che il cellulare è cmq una comodità”

Ottempero per la seconda opzione, e lui mi dice:

“Per nulla. Io lavoro qui e non mi sposto mai. Mia moglie sa dove sono e io so dov‘è lei, e non ho figli. Quindi a cosa mi serve ? Sono solo soldi buttati. E poi scusa, 10 anni fa non ce l’aveva quasi nessuno e si viveva lo stesso”.

Vero. Certo. Come no.
Ma 50 anni fa non c’erano anche un altro sacco di cose utili, tipo certi vaccini, macchinari ospedalieri, freni ABS, e tante altre amenità tecnologiche e si viveva lo stesso.
Ecco… magari si moriva un peletto prima eh…

Ma mi rendo conto che il paragone “tecnologia salvare la vita” contro “tecnologia per semplificarti la vita” non regge mica tanto.

Ma prima di capitolare penso “Soccia, ma che casino era prima del cellulare ?”
Cioè hai in mente quanti casini, ritardi da gestire, luoghi da trovare, appuntamenti da organizzare, ecc ?

Una volta per organizzare una pizzata bisognava fare un botto di telefonate dal fisso, e se gli invitati non conoscevano bene il luogo era un macello; con ritrovi in improbabili posti “conosciuti a tutti” e delle incredibili carovane di macchine ed altre cose del genere.
I casini poi se eri in ritardo, se trovavi traffico, un incidente ecc.

Oddio è vero che uno può dire “eh ma in caso di incidente sicuramente ci sarà qualcuno che ha un cellulare per chiamare l’ambulanza”. Vero, ma non mi convince.

Mah… diciamo allora che il cellulare serve per eliminare un certo tedio, introducendone magari un pochetto di un altro tipo (che sei sempre reperibile, che squilla quando non vorresti,ecc); ma che è assolutamente irrinunciabile.

E diciamo pure che, al giorno d’oggi, il tedio uccide. Molto più della varicella.

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Sauron scrive:

In effetti non ricordo come facevo prima di avere il cell. Davvero… brrr, suona tanto come una dipendenza. Comunque se fosse gratis sarebbe l’invenzione del secolo. Quella sarebbe davvero tecnologia per semplificarti la vita, o no? ehm tra poco devo fare la ricarica.. w wind 😉

Per un bel periodo sono rimasto senza. Per volontà.E il bello è che la spiegazione risiedeva proprio nel binomio “fa figo”/”ma in effetti non mi serve” descritto dal buon Adso.Ora ce l’ho. Lo uso. E mi sento a mio agio. Ma mi accorgo che potrei comunque vivere senza. Mi accorgo come per molte persone l’avere un cellulare sia stata una necessità inculcata dal sistema consumistico.Piove governo ladro!Con questo cosa voglio dire? Che prima ero davvero un coglione, perchè volevo essere “diverso”, adesso mi sento un coglione perchè sono “uguale”. Quindi ero e rimango un coglione.

Sempavor scrive:

io, per non sentirmi un coglione, ho risolto in questo modo: ho un telefono cellulare sempre con me, ma lascio la batteria sempre scarica e non ricarico mai quando finisco i soldi.sono un genio, vero?

elphio scrive:

Diciamo la verità… le carovane erano una figata! Il farti negare al telefono di casa pure… Ancora adesso odio gli sms e preferisco la cara e vecchia chiamata… Ma che odio quando non ti rispondono e poi ti mandano il messaggio… E vogliamo parlare degli squilli?

G.Man scrive:

Bè, m’è capitato spesso di pensare a come facessi prima del cellulare….. risultato? Era un casino! Ti davi appuntamento con qualcuno “in piazza alle 17”. Alle 17.10, cominciavi a chiederti “dove sarà?” senza possibilità di toglierti il dubbio. Passavano i minuti e tu lì a guardati in giro sempre più ansioso. Ora una veloce telefonata toglie buona parte dello stress.Altro stress che ora evitano i cellulari è quello di quando volevi chiamare una ragazza appena conosciuta e ti toccava sempre passare per il filtro della mamma (sua): “Roberta, c’è uno che chiede di te” 😐 Ora è tutto più facile, un sms e capisci se hai speranza…..Si si, un altro Mondo ora. W il Cellulare!

e.BreakeR scrive:

Ma metti che ti trovi sperso su una pista da sci a impianti chiusi? O ribaltato in auto in un fosso incastrato?!C’è anche da dire che la sempreverde legge di Murphy vorrebbe l’assenza di campo in ambedue i casi….

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