21 Feb

La lingua dei ggggiovani

Abbiamo la presunzione di pensare che la nostra lingua, al contrario magari di quelle anglosassoni, si “legge come si scrive”.

Peccato che se non fosse per gli accenti (che impariamo a memoria) non sapremmo leggere cose del tipo:

“sono cose che capitano, capitàno” (capitàno di una nave)

ed altri migliaia di esempi simili.

I gggiovani per ovviare a certi problemi linguistici, ma sopratutto perchè è comodo (mi si dice) per mandare gli SMS che “si risparmia anche un carattere”, hanno introdotto l’uso delle K al posto del CH.

Non è quindi difficile leggere cose del tipo:

“ki ha kiamato oggi ?”

Peccato che molti si siano fatti prendere la mano e hanno cominciato ad usale la K ogni qualvolta incontrano una C “dura” e arrivano a ricami sublimi del tipo:

“kosa stai dicendo ? kazzeggi kazzo ? Kosa kavolo kredi ke sto facendo?”

E via così…

Pare una di quelle pirlate che quando poi cresci (si spera almeno) e ti capita di ripensarci dici “mamma mia quanto ero koglione”, ma riflettendoci meglio forse non hanno tutti i torti.

Non è solo la questione di eliminare la H, ma proprio di dividere per bene il discoro C “dura” da C “dolce” che tanto fa incasinare gli stranieri che vogliono imparare la nostra lingua.

La mia proposta è di usare la C con il suono “ci” appunto e la K quando trattasi di C “dura”, ecco quindi che:

“cao kome c si trova qui?” (ciao come ci si trova qui?)

assumerebbe il giusto modo di essere pronunciato.

Guardando quel “qui” mi trovo a pensare che anche la Q non serve a una emerita ceppa, quindi la eliminiamo del tutto e scriviamo

“cao kome c si trova kui” ?

Perfetto. Ma fatto 30 facciamo pure 31. E abbordiamo la G.
La mia proposta è di usare la J al posto di “gi” e la G come per la C “dura”. Ecco quindi:

“jà meglio kosì, no ? justo ?”

La J porterebbe numerosi vantaggi specie per quanto riguarda la pronuncia di “gli” che di solito è dolce, ma che incasina nel caso di parole come “glicine”, “glissare”, o “gangli”; per non parlare poi del problema di parole come “regia” che si può pronunciare in due modi se si intende quella di un film o quella relativa ad un re (la bolla regia).

La J e la L quindi sostituierebbero la “gl” dolce mentre alla G lasceremmo il ruolo della dura:

“jli invitati attendono i glicini, glissa e dì qualkosa jakkè non sono ankora arrivati”

Quindi scriveremo “rejia” per il lavoro di Tarantino e “reja” per il buon vittorio emanuele 🙂
Jeniale no ?
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Icelord scrive:

Te stai male! 😀

quoto Ice :asd:cos’hai mangiato oggi? funghetti allucinogeni? 😛

Sempavor scrive:

oddio vai subito a farti controllare la pressione.

dread+ scrive:

Secondo me è bene lasciare tutto come sta, così distingui i pirletta dalle persone normali 😀

MAD scrive:

Un’iniziativa per lo meno originale, hai espresso chiaramente il tuo pensiero, ma a dirla tutta mi sono perso nell’uso della “j”…Sara’ che dopo una notte di lavoro il cervello gira ora con il pilota automatico, ma non riesco proprio a seguirti :-)Ciao!

Interessante vedere come l’articolo inizia con una buona riflessione (benchè OLD) sugli usi e costumi BimbiMinkia, e pian piano peggiora.Interessante l’idea della K, meno interessante togliere la “i” quando si vuole la C dolce, finchè non si arriva alla kazzata finale della J.:p

Adso da Melk scrive:

beh ma non si capiva che era una prese in giro dei biNbiminKia ?

dread+ scrive:

humm… no :look:

rigelblue scrive:

potresti provare a proporla all’accademia della crusca, chissà che non la divulghino 🙂 scherzi a parte, la rete pullula di obiezioni all’abuso della kappa e io sono d’accordo

Anonymous scrive:

Interessante, ma anche no.Per carità, non ho niente da dire a riguardo della facilità di apprendimento derivata da questo modo di scrivere, ma quello che mi lascia sconcertato é il fatto che si possano bellamente ignorare secoli di tradizione linguistica per “comodità di scrivere gli sms”. Il passaggio dal latino al volgare ha richiesto diversi secoli.. Oggi sembra che nessuno legga più un kazzo di dizionario.Ah, poi, tanto per dire, l’italiano non é la lingua più “difficile” da imparare tra quelle neo-latine. Devi essere davvero skillato per saper scrivere bene il francese (“aujourd-hui”, “à bien tôt”,.. solo per citare due classici del “ma come cazzo si scrive”).In ogni caso, bell’articolo, scrivilo a quelli della Crusca, vedrai che in 10 minuti ti ritrovi la casa in cenere e il giardino pieno di teste di cavallo mozzate, di tutta risposta alla tua lettera. 🙂 Potresti quasi proporgli di cambiare il nome in Kruska. Ne sarebbero davvero lietissimissimi.Cya.

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